Manifesto di richieste per la socioassistenza
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  • MANIFESTO DI RICHIESTE
    PER LA SOCIOASSISTENZA
    Manifesto rivolto agli amministratori locali, presenti e futuri da parte delle associazioni LA CORDATA, SPORTIAMO e LAWCARE
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COMPATERCIPAZIONE ALLE SPESE
Regolare la compartecipazione alle spese.

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PERIODI DI SOLLIEVO
Accesso facile e trasparente ai periodi di sollievo.

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TRASPARENZA DI REGOLE
Trasparenza di regole, processi delle commissioni.

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RIPRISTINO DEI DIRITTI CANCELLATI
I diritti cancellati dalla "doppia frequenza".

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LISTE D'ATTESA
Soluzione alle liste d'attesa.

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DISABILI ULTRA 65ENNI
Un piano per i disabili ultra 65enni.

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TUTORI
Tutori nominati sul territorio.

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SENSIBILIZZAZIONE
Sensibilizzare gli enti tecnici.

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Regolare la compartecipazione alle spese.

Chiediamo la definizione della compartecipazione alle spese per le spese di trasporto e mensa per i disabili che frequentano i centri diurni. L'attuale regolamento è illegittimo in virtù di una sentenza del consiglio di stato. Gli organi competenti - l'assemblea dei sindaci dell'area di Alba e il servizio di socioassistenza dei comuni ambito di Bra, devono dare indicazione per modificare le richieste di compartecipazione alle spese conformemente con quanto previsto dalla legge.

 

Accesso facile e trasparente ai periodi di sollievo.

Oltre a garantire una copertura per tutto l’anno dei servizi sociali, è necessario garantire l’accesso ai periodi di sollievo per le famiglie dei disabili, così come previsto dai LEA.
Oggi per ottenere tale attività, si deve comunicare ad inizio anno quando se ne avrà bisogno e si compartecipa alle spese in maniera non chiara. Inoltre questo servizio è disomogeneo tra i due comprensori di Alba e Bra.
Chiediamo che questo servizio venga pubblicizzato con una chiara descrizione di come e dove ottenerlo.

Trasparenza di regole, processi decisionali, valutazioni delle commissioni

  • Trasparenza sulle regole per le richieste economiche agli utenti
  • Trasparenza ai processi decisionali negli enti preposti: accessibilità a presenziare alle sedute di assemblea e conferenza dei Sindaci.
  • Distinzione dei ruoli: politico e progettuale, ente tecnico, cooperative esterne per i servizi, famiglie degli utenti, definire luoghi di incontro senza sovrapposizione dei ruoli.
  • Garantire la presenza nelle commissioni UMVD e UG di persone che non siano dipendenti dell'ASL.
  • Risolvere il conflitto di interessi tra Sindaci o Assessori competenti che sono anche dipendenti dell'ASL nel rappresentare gli interessi dei comuni nell'ambito degli enti preposti, tramite regole chiare.

Ripristino dei diritti cancellati dalla "doppia frequenza"

Nel 2012 il DG dell'ASL Monchiero decise di incidere sui costi dei servizi togliendo ai disabili che avessero accesso sia ai centri diurni che ai centri residenziali uno dei due servizi. Grazie alla reazione delle famiglie degli utenti questa politica venne fermata. A seguire però, i centri residenziali da qualche anno possono provvedere anche ad erogare servizi sostitutivi dei centri diurni in virtù di nuovi accreditamenti che riducono al minimo tali servizi. Questo comporta il dato reale che alcuni utenti sono tutto il giorno, tutti i giorni, in un'unica struttura e con servizi non paragonabili agli utenti che accedono ai centri diurni. Dobbiamo tornare allo status quo precedente ed erogare agli utenti i servizi di cui hanno diritto senza sotterfugi. Dobbiamo inoltre progettare un'adeguamento dei servizi dei centri diurni in maniera più evoluta, riprendendo l'attività dei lavoratori, progetti inseriti nel territorio, e rivalutando l'utilizzo del P.E.I. (Progetto Educativo Individuale) che è ormai un oggetto scomparso. 

Soluzione alle liste d'attesa: l'emergenza non può essere la normalità

Le liste d'attesa sono teoricamente state risolte lasciando un enorme strascico di servizi parziali o di rimozione di disabili ultrasessantacinquenni dai centri diurni e dalle case famiglia per essere spostati in centri per anziani dove la disabilità passa in secondo piano, così come la vita sociale e affettiva dei soggetti.
Chiediamo un urgente riesame delle soluzioni apportate per poter dare ora qualità alle scelte fatte.

Un piano per i disabili ultra 65enni

I disabili a 65 anni nel nostro territorio per la più parte diventano anziani, vengono ricoverati in istituti geriatrici, e smettono di essere disabili, in quanto sul ns. territorio non esistono centri per anziani disabili. Premesso che non tutti i percorsi sono identici e che l'allungamento di una vita "autonoma" - nel senso di continuità con la precedente - esiste anche per i disabili, vi è anche il problema che nessuno sta pensando l'allestimento di centri residenziali per disabili ultra 65enni. La nostra richiesta va nei due sensi: una valutazione sul singolo caso che coinvolga una commissione U.V.G. più ampia rispetto al solo personale dell'asl per evitare scelte che siano solo di tipo economico e la creazione di centri per disabili anziani che copra le necessità del territorio.

 

Tutori nominati sul territorio

Lo spostamento della sede del tribunale ad Asti porta un naturale allontanamento tra i tutori nominati dal tribunale e i disabili del nostro territorio. È necessario un intervento in collaborazione tra le associazioni di tutori volontari ed il pubblico che convinca gli avvocati locali a darsi disponibili per queste attività e tale lista va comunicata al giudice tutelare per le future nomine. Questo porterà ad un avvicinamento tra disabile e tutore ed un dialogo più facile tra tutori ed associazioni del territorio per affrontare meglio le problematiche comuni.

 

Sensibilizzare gli enti tecnici.

È necessario che con l'aiuto del pubblico le associazioni possano incontrare le cooperative che forniscono i servizi sul territorio per rimettere al centro dei servizi progettati ed erogati il disabile, con un approccio olistico che veda il soggetto con tutte le sue necessità ed aspirazioni, dagli aspetti pratici alle esigenze di realizzazione sociale e di accesso alla felicità.

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